lunedì 26 giugno 2017

5 BUONI MOTIVI PER TENERE UN DIARIO

5 BUONI MOTIVI PER TENERE UN DIARIO

lunedì 26 giugno 2017



Da qualche tempo scrivo diari, quella cosa che si faceva da ragazzine... Ti ricordi, vero, l'epoca in cui il diario segreto era l'oggetto più regalato ai compleanni? Quasi sempre rosa e immancabilmente fornito di lucchetto per tenere le pagine dei nostri segreti al sicuro da occhi indiscreti (nella maggior parte dei casi quelli delle mamme, parliamoci chiaro).

Da grandi naturalmente le cose cambiano: si diventa più consapevoli e al posto di scrivere pagine disperate sugli amori non corrisposti, si comincia a esplorare. Intendo esplorare se stesse, i propri pensieri profondi, cercare delle risposte, un'ispirazione o anche, semplicemente, esprimersi.
O almeno è quello che faccio io: una scrittura introspettiva che ormai è diventata un'abitudine quotidiana e che voglio consigliarti.

E ora ti spiego perchè, elencadoti 5 benefici del fare journaling (oggi scrivere un diario si dice così) e quindi dandoti altrettanti buoni motivi per farlo, o per provarci quantomeno.
Questi benefici non me li sono inventati ma li sto sperimentando su di me, quindi garantisco ;-)

lunedì 19 giugno 2017

PER RISVEGLIARE L'INTUITO, PROVA IL JOURNALING CON I TAROCCHI [POST + PODCAST]

PER RISVEGLIARE L'INTUITO, PROVA IL JOURNALING CON I TAROCCHI [POST + PODCAST]

lunedì 19 giugno 2017


Questo post ha anche la versione podcast, puoi ascoltarla cliccando qui sotto.


Ascolta "Puntata #002 - Tarocchi e journaling per risvegliare l'intuito" su Spreaker.


 ̶N̶e̶g̶l̶i̶ ̶u̶l̶t̶i̶m̶i̶ ̶m̶e̶s̶i̶ ̶h̶o̶ ̶i̶m̶p̶a̶r̶a̶t̶o̶  Quando ho iniziato la mia avventura con i Tarocchi, ho dovuto presto ricredermi su una convinzione molto diffusa e cioè che l'intuito fosse un dono destinato a pochi.
La verità è che l'intuito non è un “dono” che qualcuno ha e altri no. Ce lo abbiamo tutti: ce l'ho io e ce l'hai anche tu, solo che troppo spesso e troppo a lungo lo trascuriamo, fino a dimenticarcene, fino a non sentire più la sua voce e a convincerci di non averlo mai avuto.
Quando questo succede probabilmente non ce ne rendiamo conto, troppo prese come siamo dalla frenesia della vita quotidiana, dai problemi, dal lavoro, dai doveri, dalle aspettative su di noi e da un'infinità di altre cose.
Solo che ad un certo punto, comincia a farsi strada un certo disagio, ad emergere una specie di scollamento fra ciò che si è e ciò che si sente di essere. Sembra che le due cose non corrispondano e, se questo capita anche a te, in momenti di particolare ricettività e alienazione, ti verrebbe da dire:

“Ma che cavolo ci faccio qui? Cosa c'entrano queste persone con me?
E cosa me ne frega di ciò che stanno dicendo?
Questo non è il mio posto...”
e così via.

Cosa ti ha portato fino a quel punto? Tante volte io me lo sono chiesto e, ad un tratto, la risposta è stata chiara: per troppo tempo e in troppe occasioni, non avevo ascoltato ciò che l'intuito mi diceva. Il brutto era che ormai non lo sentivo più... o almeno così credevo.

lunedì 12 giugno 2017

HO INIZIATO COSI' [POST + PODCAST]

HO INIZIATO COSI' [POST + PODCAST]

lunedì 12 giugno 2017



Questo post ha anche la versione podcast, puoi ascoltarla cliccando qui sotto.

Ascolta "Puntata #001 - Ho iniziato così" su Spreaker.


Era l'autunno che precedeva i miei quarant'anni. Ero in un momento della vita già di per sé delicato; in più mi capitava spesso di avvertire un senso di scomodo, di fastidio, che pervadeva molti aspetti della mia vita.
Il lavoro stava prendendo una piega che non avevo previsto e che non mi rispecchiava, alcuni rapporti mi appesantivano, mi si presentavano in continuazione situazioni indesiderate.
E poi: cose che si complicavano, progetti che partivano facili e poi puntualmente diventavano difficili e pieni di insidie, persone che volevano a tutti i costi coinvolgermi in iniziative a me assolutamente estranee, a cui però facevo fatica a dire di no.
Ti è mai capitato? Se la risposta è si allora anche tu, come me, ti sarai sentita schiacciata da tutto questo "materiale" che non ti appartiene e che sembri comunque attrarre come una calamita.
Continuavo a chiedermi il perchè. Pian piano, una timida risposta ha cominciato ad insinuarsi nella mia mente:

“Vuoi sempre fare la brava bambina, che non accetta il suo lato oscuro, che dice sempre di si per non deludere gli altri. Quella a modo, quella gentile, quella affidaabile a cui si può chiedere tutto e che non chiede mai niente. Quella che non punta i piedi, non pianta grane, che non mette avanti se stessa.
Hai perso il contatto con te, col tuo istinto di sopravvivenza, col tuo intuito, che ti dice sempre cosa è giusto, ma non lo ascolti. Anche adesso sono io che ti parlo: il tuo intuito!”

Caspita – mi sono detta – forse ognuno di noi ha una saggezza interiore sepolta, ma che sa esattamente cosa non va... mi sa che è il caso di ritrovarla.